Funghi

FUNGHI

I funghi sono organismi molto eterogenei, possono essere microscopici (microfunghi o muffe) cioè visibili ad occhio nudo solo in massa, oppure macroscopici (macrofunghi).

Costituiscono una componente essenziale degli ecosistemi e sono organismi eterotrofi al pari degli animali. In quanto eterotrofi debbono procurarsi le sostanze nutritive indispensabili per il loro sviluppo e lo fanno attraverso diverse modalità. Si possono così distinguere tre gruppi principali: funghi saprotrofi, parassiti (o simbionti patosisti) e simbionti (o simbionti mutualisti).

FUNGHI

I funghi saprotrofi sono quelli in grado di degradare la sostanza organica morta e si sviluppano su substrati di diversa natura. Quando invece i funghi si sviluppano su organismi ancora viventi si definiscono parassiti. Il terzo e ultimo gruppo è costituito dai simbionti micorrizici, sono funghi che instaurano un rapporto di reciproco scambio con gli apici radicali di diverse essenze vegetali. Appartengono a questo terzo gruppo la maggior parte dei funghi eduli, conosciuti e ricercati, che crescono nei boschi (Boletus, Amanita…) e che ancora oggi l’uomo non riesce a coltivare. I funghi coltivabili sono invece i funghi saprotrofi, tra i macrofunghi sono un esempio gli Agaricus bisporus o Champignons de Paris, il Pleurotus ostreatus o orecchio di elefante.

I funghi sono organismi molto eterogenei, possono essere microscopici (microfunghi o muffe) cioè visibili ad occhio nudo solo in massa, oppure macroscopici (macrofunghi). Costituiscono una componente essenziale degli ecosistemi e sono organismi eterotrofi al pari degli animali.


In tempi recenti, la coltivazione di alcune specie di funghi saprotrofi è diventata fonte di reddito per molti coltivatori in Europa, nei Paesi dell’Est, nell’America del Nord, in Africa, in Cina ed in Giappone. In Oriente la coltivazione dei funghi risale ai tempi antichi, già ne 695 d.C. si coltivava l’Auricularia auricula-judae sia per l’alimentazione, sia per le proprietà terapeutiche. La coltivazione in oriente è ancora oggi legata non tanto alla commestibilità quanto al loro impiego in farmacopea. 

A diverse specie fungine vengono attribuite attività antinfiammatoria e preventiva di malattie neurodegenerative e cardiovascolari; attività anti-ipertensiva, antitrombotica, ipocolesteromizzante; immunostimolante e antitumorale; antibatteriche. 

Per il progetto Finnover si è inizialmente scelta la specie Pleurotus ostreatus.

Il genere Pleurotus  appartiene alla famiglia Pleurotaceae ordine Agaricales e comprende specie parassite (agenti di carie bianche) o saprotrofe lignicole, alcuni taxa crescono su residui marcescenti di varie piante erbacee come le Apiaceae (ombrellifere). Specie commestibili alcune coltivate come appunto Pleurotus ostreatus, P.cornucopiae, P.eryngii. I basidiomi sono caratterizzati da un cappello difficilmente separabile dal gambo (omogeneo), imenoforo a lamelle lungamente decorrenti sul gambo, bianche. Spore in massa bianche. Gambo centrale, sub centrale, laterale, eccentrico.

Le sperimentazioni ad oggi condotte ci hanno condotto all’individuazione di un protocollo per la coltivazione in ambiente semicontrollato di Pleurotus ostreatus su substrati resudi della lavorazione della lavanda. Sono in corso analisi biochimiche sulla qualità del prodotto.

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