Lavanda

LAVANDA

Con il nome di “lavanda” ci riferiamo ad un gruppo di piante, originarie del Mediterraneo nord-occidentale che fanno parte della famiglia delle Lamiaceae (Labiatae) e del genere Lavandula.  Sono piante suffruticose plurienni che mostrano una buona resistenza ai climi severi, aridi e, in base alla specie, si adattano ad ambienti montani, collinari o costieri.

Esse abbelliscono e profumano molte aride pendici delle montagne mediterranee e si mostrano come un cespuglietto legnoso dal quale si elevano esili steli grigio-biancastri, muniti inferiormente di foglie opposte. Gli steli lunghi e nudi, dai quali si dipartano normalmente due brattee, portano al loro vertice un gruppo di fiorellini blu-viola che formano una spiga. In natura molto raramente arrivano al metro, altezza più frequentemente raggiunta dagli ibridi chiamati lavandini.

LAVANDA

La specie di maggiore interesse è Lavandula angustifolia che comunemente assume anche nomi diversi come L. officinalis o L. vera. E’ la pianta più piccola tra le specie di lavanda; cresce su terreni soleggiati tra 500-800 e 1800-2000 metri s.l.m., da ciò si intuisce una buona resistenza al gelo. L. angustifolia forma un cespuglio relativamente compatto dal quale si dipartono numerosi numerosi steli fioriferi, non ramificati, portanti una spiga corta di un blu molto intenso e che fiorisce in luglio-agosto. Tale specie è diffusa in Spagna, Francia (Alpes-Maritimes, Provence, Dauphinè, Gard, Lozere, Ardeche, Haute-Loire), Svizzera (bassi valli del Vallese), Italia e Penisola Balcanica. In Italia la troviamo sulle Alpi Liguri, Marittime e Cozie e più in generale lungo i versanti alpini di Liguria e Piemonte, come pure in Toscana, Campania e nella parte orientale della Calabria e della Basilicata; manca invece in molte regioni del versante adriatico.

Di più scarso interesse per la coltivazione è L. latifolia che si distingue da L. angustifolia soprattutto per l’aspetto meno compatto e le foglie più larghe. La Lavanda latifolia è mediamente più sviluppata di L. angustifolia e può raggiungere anche l’altezza di un metro. Si sviluppa nella fascia altimetrica tra 400 e 600 metri di quota. E’ presente in alcuni paesi del mediterraneo settentrionale ma particolarmente in Spagna (Aragona e Mursia), Francia (Linguadoca e Provenza) e in Italia sul versante tirrenico. Essendo più sensibile al freddo rispetto alla L. angustifolia, non vegeta nelle regioni del nord come Piemonte e Lombardia. Il fiore di L. latifolia si distingue da quello della L. angustifolia oltre che per il colore più chiaro, tendente al lilla anche per il profumo che, in questo caso, è più ricco di canfora. Essendo gran parte della produzione della lavanda destinata alla profumeria l’elevata quantità di canfora presente nell'olio essenziale ha limitato la coltivazione di questa specie.

L’incrocio tra Lavanda angustifolia e Lavanda latifolia genera il lavandino, un ibrido sterile. Quest’ibrido è ovviamente presente nella fascia altimetrica mediana dove le due specie coesistono. La propagazione naturale dell’ibrido tuttavia è quantitativamente insignificante rispetto alla diffusione operata dall'uomo. Ciò è dovuto alla notevole resa in olio essenziale che è ameno tripla rispetto alla produzione della L. angustifolia. La maggiore quantità di canfora presente lo rende più idoneo alle produzioni industriali e non alla profumeria. Altre specie che rivestono particolare importanza sul territorio ALCOTRA sono la Lavanda dentata che risulta interessante principalmente come pianta ornamentale e la Lovanda stoechas che cresce in ambienti caldi e soleggiati anche prossimi al livello del mare, particolarmente in Provenza.

Nell’ambito del Progetto FINNOVER 1198 si mira a mettere in evidenza le potenziali proprietà farmacologiche, nutraceutiche e biopesticide di alcune cultivars di lavanda diffuse sul territorio ALCOTRA.

Molti sono i prodotti trasformati della lavanda e molteplici sono gli usi che se ne possono fare. La denominazione di Lavandula deriva da “lavare”, a segno dell’impiego che se ne è sempre fatto nell'igiene personale.  Le qualità estetiche ed olfattive del fiore di lavanda, inoltre, si prestano molto bene alla creazione di oggetti per l’arredo ornamentale e la profumazione di ambienti. La lavanda può essere utilizzata, da sola o in mescolanza con altre spezie, come aromatizzante nella preparazione di cibi e bevande.

Diverse specie possono avere anche delle applicazioni terapeutiche. Nella medicina tradizionale cinese, ad esempio, la lavanda viene utilizzata per trattare diverse patologie fra cui infertilità, infezione, ansia e febbre; nella medicina araba per trattare mal di stomaco e problemi renali.

Varie tradizioni popolari, inoltre, la usano per altri scopi terapeutici come ad esempio antidepressivo, antispasmodico, antiflatulento, antiemetico, diuretico e come rimedio topico per punture di insetti.

Un ulteriore uso, meno conosciuto, ma ampiamente documentato nella letteratura scientifica è costituito dal possibile uso degli oli essenziali di lavanda come repellenti e biocidi nei confronti di diverse specie di insetti.

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